lunedì 13 aprile 2009

CONGRESSO PROVINCIALE ITALIA DEI VALORI
CREMONA 21.02.2009


PRESENTAZIONE DELLA CANDIDATURA ALLA CARICA DI
COORDINATORE PROVINCIALE DONNE - ITALIA DEI VALORI
DANIELA GORLA



“IL RUOLO DELLE RELAZIONI SOCIALI E IL TERRITORIO”

Nel presentare la mia candidatura come coordinatrice delle donne per la provincia di Cremona, voglio prima ringraziare tutto il Gruppo di IDV con il quale ho lavorato in questi mesi, mi ha dato fiducia e oggi è qui presente.
Non è da molto tempo che mi affaccio alla vita politica del partito ma è dalla prima candidatura di Di Pietro che sostengo e credo in questo partito nuovo.
Nuovo, ai miei occhi, perché distante da schieramenti politici “consumati”, nuovo
perché ha le sue fondamenta nella lotta all’illegalità, male oscuro che tormenta e
corrode in modo più o meno evidente tutto il nostro paese, fino a frantumare e
talvolta uccidere le voci più critiche e vere.
Nuovo in quanto intende promuovere, e cito lo Statuto Nazionale di Idv “la cultura della solidarietà sociale e familiare, della libertà individuale e del buon governo guardando con particolare attenzione alle grandi tematiche dei diritti civili, ai quali i movimenti ambientalisti, delle donne e dei giovani hanno dato un forte contributo”.


Da anni lavoro come insegnante nella scuola, una scuola un po’ particolare, una scuola d’arte. Dal’95 mi sono specializzata e lavoro a fianco del disagio o dei cosiddetti diversamente abili.
Ogni giorno, nel mio lavoro, una piccola conquista è una grande conquista, una
sconfitta è una preziosa esperienza per migliorare le competenze future.
Si raccolgono dati, si osserva la realtà e si ipotizza un lavoro che viene continuamente verificato nella pratica.
Per la mia scuola che ha due sedi, una a Crema e l’altra a Cremona, mi occupo dal 2000 di Progetti FSE in intesa con gli Enti formativi presenti sul nostro territorio.
Dal 2002, inoltre, sono responsabile, per le due Sedi, dell’ Orientamento in Uscita, nel quale è importante formare per inserire i nostri giovani, sia in ambito universitario che professionale.
Dialogo, per questi motivi, con le realtà pubbliche e private territoriali che si occupano della formazione nell’arco dell’intera vita.
Ho collaborato con l’Ufficio H del CSA, e in intesa con gli Enti, propongo e progetto percorsi formativi con particolare riferimento all’accessibilità e alle tematiche del disagio e dell’handicap in raccordo con la scuola.
La mia particolare esperienza mi rende sensibile alle realtà culturali meno
appariscenti, presenti sul nostro territorio e alle loro potenziali risorse alternative.
Realtà che possono guardare al futuro sapendo usare l’ambiente e le nostre risorse specifiche, settoriali, come crescita dalla quale ripartire e saper essere competitivi in futuro.


La mia esperienza sociale vorrei ora metterla a disposizione del gruppo di Idv di
Cremona, chiedendo la collaborazione di tutti, in modo particolare del Responsabile Provinciale e del Coordinatore Cittadino, affinché l’organizzazione politica del nostro partito diventi reale riferimento per quelle voci sociali, culturalmente e umanamente più ricche ma non sempre adeguatamente conosciute.
Conoscere, raccogliere, dialogare, comunicare e mettere in rete le risorse soggettive e pubbliche è uno dei ruoli fondamentali che Idv di Cremona, a mio avviso, dovrebbe svolgere.


Il ruolo delle donne

Le donne osservano, comunicano, conoscono, dialogano consapevolmente, mettono in relazione. E’ il loro ruolo nella vita, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro.
Le donne non pensano prevalentemente alle quote rosa ma “desiderano mettere al servizio della società e dei cittadini le loro competenze ed il loro lavoro analizzando fatti e situazioni secondo il loro punto di vista diverso e complementare” O.Speciale Responsabile Idv Palermo.
Seguendo le terribili e sempre più frequenti notizie delle nostre cronache in questo momento, è indispensabile parlare del difficile ruolo delle donne o di tutte le minoranze, le diversità che sono sempre più colpite e poco difese.
Credo che le donne di Idv di Cremona debbano immediatamente costituire un gruppo di lavoro concreto, attento al territorio che si confronti con le realtà già attive: il centro contro la violenza alle donne, il centro multiculturale, i centri culturali particolarmente attenti a diffondere l’istruzione, la cultura dell’integrazione, del sapere in interazione con le altre realtà provinciali, regionali, nazionale ed europee.
Questi gruppi di esperienze concrete sono talvolta più conosciuti all’esterno della
nostra città che non al suo interno.
Qualche volta, a Cremona, si tende a favorire o ad ascoltare le solite voci o le solite istituzioni, trascurando forze più vive e dinamiche spesso lontane dalla politica.
Non esistono rinnovamento e futuro per il nostro paese in una condizione perniciosa, culturalmente offuscata e annullata da massificazioni e coercizioni culturali più o meno evidenti.


La nostra realtà provinciale

Il nostro territorio è fortemente inquinato.
Le donne di Idv devono promuovere, affiancare, sostenere la politica del Partito
affinché sia sempre più concretamente attento alle nuove energie sostenibili, a
contenere e a migliorare l’ambiente nel quale viviamo e nel quale crescono e
cresceranno i nostri figli.
Sosteniamo e promuoviamo i progetti che possano migliorare la nostra qualità di vita.
Promuoviamo e diamo vera forza alla realtà artigianale che caratterizza le nostre
terre, le nostre competenze: da tempo non siamo più competitivi in molti settori, anche in quelli più tradizionali, ci siamo persi la qualità di vita futura in cambio di poco.
La ricerca e la promozione sono linfa vitale per il futuro di tutti.
Esistono gruppi di ricerca nelle Università del nostro territorio: ascoltiamoli.
Promuoviamo incontri, dibattiti, seminari tematici.


La famiglia e la scuola

Parlare di scuola in questo momento è eticamente e moralmente indispensabile.
L’ operazione subdola, culturalmente e socialmente pericolosa portata
consapevolmente e strumentalmente a compimento con la “Riforma” Gelmini, nei
confronti dello smantellamento della scuola Pubblica va continuamente denunciato.
Le famiglie non saranno più sostenute. La scuola privata si.
Con amarezza, chiedendovi un po’ di pazienza, vi cito, a questo proposito, il discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma, l’11 febbraio 1950:
“Ci sono pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito. C’è una forma diversa per arrivare a trasformare la
scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torbido, come certe polmoniti che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime..Facciamo l’ipotesi che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza….


Così la scuola diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare a prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina.
L’operazione si fa in tre modi: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora.
Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare le sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.
Questo è il punto.
Dare alle scuole private denaro pubblico.


Le famiglie saranno in difficoltà, chiediamo ai Comuni le integrazioni. La carenza della scuola a tempo pieno renderà ancora più instabile il lavoro delle donne.
L’operazione di smantellamento culturale che si sta facendo, anche nelle esperienze eccellenti del nostri sistema formativo, avrà ricadute negative culturali ed economiche nelle famiglie e nel nostro Paese.

Cosa fare

In questo clima, nel quale il Piano di Rinascita Democratica della Loggia P2
sequestrato alla figlia di Licio Gelli nell’estate del 1982, sembra aver raggiunto
molteplici dei suoi subdoli obbiettivi, come donne e come partito di Idv, informiamo, parliamo, diffondiamo, difendiamo la cultura, la conoscenza la realtà vera delle cose. IdV e in particolare le donne hanno, avranno un ruolo fondamentale per combattere in prima istanza la crisi dei valori.
Strutturiamo e mettiamo in rete le buone prassi, le forze vive delle realtà del nostro territorio.
Dove esistono progetti e finanziamenti aiutiamo a costruire percorsi di ricerca seria finalizzata alla creazione di nuovi lavori e nuove intelligenze.

Grazie.
DANIELA GORLA

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